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Fatalismo
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top
«Così nel mondo / sua ventura à ciascun dal dì che nasce.»
Il mwbafatalismo è una mwbqdottrina filosofica o una mwbgconcezione teologica che, contrapponendo il mwbwpredeterminismo al mwcalibero arbitrio, rimarca la sottomissione di tutti gli eventi o azioni al mwcqfato o al mwcgdestino, ed è comunemente associato al conseguente atteggiamento di rassegnazione verso gli avvenimenti che si pensa siano ineluttabili, mwcwpredestinati, già stabiliti.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Il fato può essere vissuto come mwggprovvidenziale, tramite la mwgwfede che un ordine cosmico detto mwhalogos presieda all'esistenza quotidiana. In questo caso si è disposti ad accettare passivamente il corso degli eventi senza tentare di modificare lo mwhqmwhgstatus quo. Ma esiste pure un fatalismo ritenuto illogico, disordinato e perciò indegno di mwhwfede/fiducia. Anzi: il fato nasce con un valore negativo nell'mwiaepica e nella mwiqtragedia greche, da mwigOmero a mwiwSofocle (si veda l'mwjamwjqEdipo re), e anche nella primissima filosofia, dal mwjgframmento di mwjwAnassimandro a mwkaEraclito, da mwkqEmpedocle all'mwkgantiteodicea di mwkwEpicuro, e in mwlaVirgilio.
Contents
• Altro
• Note
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Il fatalismo nella religione
Cultura antica
(latino)
«
Desine fata deum flecti sperare precando
»
(italiano)
«Cessa di sperare di cambiare i fati degli dèi con la preghiera.»
Nella mwmgtragedia greca, mwmwAnanke è la divinità che personifica il destino e la mwnanecessità a cui non possono sfuggire neppure gli dèi inclusa la divinità suprema come mwnqZeus/mwngGiove.
(greco antico)
«
Ἀνάγκαν δ’ οὐδὲ θεὸς πείθειν δύναται
»
(italiano)
«Neppure un dio può persuadere Ananke.»
(Eschilo, I sette contro Tebe, 467 a.C., vv. 700-710)
(greco antico)
«
οὐκ ἔσθ’ ὅπως Ζεὺς ἐκφύγοι μόριμον
»
(italiano)
«Non c'è modo che Zeus sfugga ad Ananke.»
(Eschilo, Prometeo incatenato, 460 a.C. circa, vv. 515-525)
(greco antico)
«
ἀνάγκη δ’ ἁπᾶσι κἀθανάτοις θεοῖς ἰσχύν τιν’ ἔχειν μείζονα σὺν Διΐ
»
(italiano)
«Ananke ha una forza superiore, che persino gli dèi immortali non possono contrastare, neppure con Zeus.»
Se persino gli dèi subiscono un determinismo esterno concernente il decorso della Storia, o se i fati decisi dalle divinità non possono essere mutati, esistevano diverse divinità del destino, alcune avverse, altre neutre o benevole, ad esempio nei miti delle mwqqMoire o mwqgParche e delle mwqwNorne.
«
Notte
poi partorì l'odioso
Moros
e
Ker
nera
e
Thanatos
[...] e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto
e
Lachesi
e
Atropo
, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono
;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato.»
«Altre tre donne sedevano in cerchio a uguale distanza, ciascuna sul proprio trono: erano le Moire figlie di Ananke, Lachesi, Cloto e Atropo, vestite di bianco e col capo cinto di bende; sull'armonia delle
Sirene
Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro.»
(Platone, Repubblica X,130,34)
Nel mwswmito di Er raccontato da Platone le anime, prima di mwtarinascere, scelgono secondo le proprie inclinazione una delle vite proposte da Ananke e dalle Moire, e devono in seguito adeguarsi a ciò che ogni vita ha in serbo. Tradizionalmente Cloto fila lo stame della vita, Lachesi lo distribuisce e Atropo lo recide. In questo caso la divinità suprema non è né sommamente buona, né mwtqmalvagia ma imperscrutabile e mutevole (mwtgdisteismo) e accetta anche lui il Fato.
(latino)
«
Stat sua cuique dies
, breve et inreparabile tempus / Omnibus est vitae.
»
(italiano)
«A ciascuno è dato il suo giorno, è breve e irreparabile / la vita per tutti.»
(Giove, in Virgilio, Eneide, X, 467-468)
Il fatalismo positivo d'un mwuqlogos provvidenziale è invece proposto dallo mwugstoicismo greco e romano, da mwuwZenone di Cizio a mwvaSeneca e mwvqMarco Aurelio. Per mwvgquest'ultimo le difficoltà fanno parte della mwvwnatura delle cose o del mwwapiano divino, né è da temere la morte, qualunque cosa sia. Il saggio agisce secondo ragione, modifica la realtà dove può altrimenti interviene sulla rappresentazione interiore (come insiste mwwqEpitteto), ma accetta volontariamente il Fato:
«Conségnati spontaneamente a Cloto, lasciando che ti intrecci con qualsiasi fatto voglia.»
(Marco Aurelio, Colloqui con se stesso, 4.34)
La cultura latina presenta un esempio di fatalismo con mwxaMarco Manilio (mwxqI secolo a.C. - mwxgI secolo d.C.), il quale, nel suo scritto mwxwmwyaAstronomica, fa trasparire lievemente ed in forma velata la sua concezione fatalistica stoica basata su un logos inteso anche come mwyqdemiurgo della realtà.
(latino)
«
Sors est sua cuique ferenda
.»
(italiano)
«Ciascuno ha [da sopportare pazientemente] la sua sorte.»
(Marco Manilio, Astronomica, IV, 22)
Cristianesimo
«
Quod scripsi, scripsi
»
(
Giovanni 19, 22
, su
laparola.net
.
)
Una forma piuttosto diversa di fatalismo è proposta anche dalla mwzgletteratura apocalittica ebraica e dalla dottrina cristiana della mwzwDivina Provvidenza. La stessa tradizione biblica presenta una componente mwaastoriosofica ad elevato tasso di predeterminismo: il mwaqmillenarismo con la mwagmwawsettimana cosmica e il mwbasettemillenarismo, su cui poggia la corrente teologica mwbqdispensazionalista.
Nel Medioevo la mwbwScolastica ha riformulato il problema nei termini d'una impossibilità per qualsiasi entità cosmica, diversa da Dio o lontana dalla mwcacondizione divina, d'essere al contempo mwcqcausa ed effetto di se stessa, in latino: mwcgmwcwcausa sui oppure mwdaens a se (mwdqaseità), di contro allmwdg'mwdwens ab alio (abalietà).cite-ref-4[4]
Altro
Partendo invece dall'altra radice della mwfgcultura europea/mwfwoccidentale, la filosofia (mwgaPlatone) e scienza (mwgqIpparco di Nicea) greche, nel movimento mwggNew Age si è diffusa l'idea di una sequenza mwgweonica delle mwhaere zodiacali. L'mwhqastrologia è una disciplina solitamente fatalista.
Il mwhwTalmud babilonese cita invece una nota parabola della "morte inevitabile".cite-ref-5[5]
Il fatalismo nella filosofia della religione
(latino)
«
Ducunt volentem fata, nolentem trahunt
»
(italiano)
«Il fato conduce colui che vuole lasciarsi guidare, trascina colui che non vuole.»
(Seneca, Lettere morali a Lucilio, 107, 11, 5)
mwkqLeibniz contrappone quello che chiama il fato "maomettano" cioè il fatalismo predeterministico come esposto ad esempio da mwkgal-Farabi ma specialmente da mwkwOrigene (e riprendendo l'argomentazione di mwlaCicerone che attacca il cosiddetto «ragionamento pigro» (ἀργὸς λόγος) o "argomento pigro" secondo il quale se mi ammalo non vale chiamare il medico per curarmi poiché il corso della malattia è già scritto dal fato; questo fu già criticato da mwlqAristotele e mwlgCrisippo)cite-ref-6[6] al fato come lo intendevano gli stoici, che vedevano il corso degli eventi umani come una concatenazione di cause nella quale l'uomo poteva inserirsi liberamente realizzando la sua volontà secondo ragione, seguendo il libero arbitrio.cite-ref-7[7] L'argomento pigro non è che una formulazione estremistica del fatalismo: non solo ci si adatta al fato, ma non si fa proprio nulla per evitare un male o procurarsi un bene, poiché ogni minima cosa sarebbe predeterminata:
«Se è destino che tu guarisca da questa malattia, allora, indipendentemente dal fatto che tu consulti un medico o che tu non consulti [un medico], guarirai. Ma anche: se è destino che tu non guarisca da questa malattia, allora, indipendentemente dal fatto che tu consulti un medico o che tu non consulti [un medico], non guarirai. Ma o è destino che tu guarisca da questa malattia o è destino che tu non guarisca.
Pertanto è inutile consultare un medico
.»
(Origene)
«Gli uomini sono stati sconcertati in quasi ogni epoca da un sofisma che gli antichi chiamavano la "Ragione Pigra", perché tendeva a non fare nulla, o almeno a non badare a nulla e a seguire solo l'inclinazione per il piacere del momento. Perché, dicevano, se il futuro è necessario, ciò che deve accadere accadrà, qualunque cosa io possa fare ... Ma è un ingiusto approfittare di questa presunta necessità del destino impiegarla come scusa per i nostri vizi e il nostro libertinismo ... Non è vero che l'evento accade qualunque cosa si possa fare: accadrà perché si fa ciò che vi conduce; e se l'evento è scritto in anticipo, è scritta anche la causa che lo farà accadere. Così la connessione di effetti e cause, lungi dallo stabilire la dottrina di una necessità dannosa per la condotta, serve a rovesciarla.»
(Leibniz)
Il mondo infatti nella visione di Leibniz è degli stoici è un insieme ordinato nelle sue parti stabilito da Dio da sempre, ed è questa "armonia prestabilita" che rende possibile l'accordo tra la predeterminazione divina e la libertà. L'uomo cioè agisce liberamente integrandosi in un mondo dove ciascuno fa la sua parte, armonizzandosi con il tutto ordinato prestabilito da Dio; l'uomo non è quindi una marionetta del Fato, pur essendovi soggetto.
La concezione leibniziana viene contestata da mwowVoltaire nel mwpamwpqCandido tramite la satira del personaggio di Pangloss, secondo cui "è impossibile che le cose non siano dove sono. Perché mwpgtutto è bene".cite-ref-8[8]
Il tema del fatalismo torna al centro della riflessione con lo Zeitgeist del Romanticismo ottocentesco, a cominciare da Kant. In Nietzsche fatalismo e fiducia sono le caratteristiche del nichilismo attivo, il "pessimismo coraggioso" ed eroicamente titanico dell'oltreuomo (Übermensch), che in sostanza è una sintesi del "pessimismo cosmico" dello Schopenhauer neobuddhista (per Schopenhauer "si può fare ciò che si vuole, ma in ogni momento della vita si può volere solo una cosa precisa e assolutamente nient'altro che quella") e di Leopardi, e dell'ottimismo anti-fatalistico emersoniano del saggio "Fato". Il fato, secondo Nietzsche, ripropone ciclicamente le stesse situazioni, in conformità con il modello zoroastriano dell'eterno ritorno; non è dunque possibile interpretare la vita, illudendosi di potere agire su di essa, ma bisogna accettarla con la semplicità d'un fanciullo. All'uomo superiore Nietzsche attribuisce un'adesione incondizionata al proprio destino, l'amor fati, variante neospinoziana dell'amor crucis cristiano.
Secondo mwrgHabermas anche in mwrwHeidegger, soprattutto dopo la mwsamwsqKehre,cite-ref-9[9] prevale l'idea di un mwtgabbandono all'Essere come "evento" (mwtwEreignis), dunque un'analoga accondiscendenza e arrendevolezza: il termine da lui usato per designare tale abbandono proviene dalla mwuamistica renano-fiamminga ed è mwuqmwugGelassenheit, titolo d'una sua conferenza del 1955 pubblicata nel 1959.
Invece, e forse inaspettatamente, nel mwvapensiero dell'ultimo Hegel spunta una drastica dissociazione fra il mwvqpantragismo e il giustificazionismo mwvgpanlogistico come patodicea e/o mwwateodicea. Nella famosa sezione dedicata all'"mwwqastuzia della Ragione" (mwwgList der Vernunft), nella mwwwIntroduzione alle mwxamwxqLezioni sulla filosofia della storia, egli approda a un netto distinguo fra:
• l'mwyaalienazione (mwyqEntäusserung) dello Spirito assoluto, che sarà pure riconciliabile (mwygversöhnlich) con se stesso, e
• l'estraniazione (mwzqEntfremdung) dello spirito soggettivo e personale, il quale invece non ne può ricavare alcuna consolazione e conforto (la "mwzgcoscienza infelice").
Rimane solo l'essere parassitati strumentalmente dal male: "mw0aspirito", sì, però comunque fatalismo anti-provvidenziale, esiziale, negativo, maligno. Con ciò viene rigettata ogni identificazione intenzionale delle coscienze individuali nei confronti d'una simile mostruosa progettazione e architettura del decorso storico.cite-ref-10[10]
Il fatalismo materialistico e immanente
«La
materia
si muove per la sua propria energia, per una conseguenza necessaria della propria eterogeneità. [...] L'uomo non è affatto libero nelle sue scelte: è evidentemente necessitato a scegliere ciò che giudica più utile o più piacevole per lui.»
Oltre al fatalismo dei filosofi della religione citati, esiste anche un fatalismo mw2amaterialistico, mw2qimmanente, risultante dall'evolversi dei vincoli e delle possibilità nel susseguirsi degli eventi cosmici. Il riferimento è all'mw2gepistemologia dell'mw2wemergentismo,cite-ref-11[11] ma pure a ciò che mw4aErnst Bloch ha definito "sinistra aristotelica",cite-ref-12[12]cite-ref-13[13] vale a dire al rapporto nell'mw6qontologia di Aristotele fra atto e potenza, ossia a quanto sussisterebbe come "tendenza-latenza" nella mw6gmateria.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15] Tuttavia questi pensatori si concentrano più sulle ipotetiche modalità di un simile cambiamento e non sulle sue tempistiche, le quali possono o meno trascenderci.
Neuroscienziati e pensatori moderni neodeterministi si sono interrogati sull'esistenza effettiva del mw9alibero arbitrio come mw9qillusione mw9gpercettiva-cognitiva, del mw9wdivenire e della predestinazione immanente, addirittura l'mw-aindeterminismo mw-qquantistico fornisce una base per un fatalismo mw-gcasuale, dove le mw-wfluttuazioni incontrollabili e prive di senso o lmw-a'mw-qmw-gentanglement influiscono sul destino di ognuno, riproponendo (unite agli stimoli sociali, ambientali e genetici, si vedano anche le idee di mw-wDarwin, mwaqaFreud e mwaqeLombroso) una versione "scientifica" dell'argomento pigro.cite-ref-pluchino-16-0[16]cite-ref-17[17]
«Certo, le nostre azioni resterebbero comunque ontologicamente determinate. Ma la cosa è veramente così tragica come sembra? Pensiamoci bene: sapere che in fondo, negli snodi cruciali della vita, così come nelle piccole decisioni di ogni giorno, non avremmo potuto non fare quello che abbiamo fatto e non avremmo potuto non scegliere quello che abbiamo scelto, non ci libererebbe forse in un sol colpo da tutto quell’enorme fardello di rimpianti che appesantisce continuamente la nostra esistenza.»
(Alessandro Pluchino, Tempo, cosmologia e libero arbitriocite-ref-pluchino-16-1[16], p. 131)
Se infatti il determinismo aveva finito per negare la libertà umana, i sostenitori dell'indeterminismo adesso attribuivano al mwaracaso la genesi delle nostre azioni, giungendo così ugualmente a negare che la mwarevolontà umana fosse libera, in quanto essendo soggetta a parametri irrazionali, risulterebbe incontrollabile.cite-ref-treccani-18-0[18] L'argomento standard contro l'esistenza del libero arbitrio ebbe modo così di basarsi su due differenti opzioni, cioè sulle seguenti concezioni:
• l'interpretazione deterministica della natura, secondo la quale sono solo le leggi fisiche a dettare i comportamenti umani;
• l'interpretazione indeterministica, per cui ogni evento è prodotto dal caso, e le scelte individuali sarebbero il risultato di questi processi casuali.cite-ref-treccani-18-1[18]
Per via di una tale impostazione filosofica veniva a porsi il problema, di natura non solo mwar4morale ma anche mwar8giuridica, se l'uomo fosse ancora da considerarsi eticamente responsabile delle sue azioni e non solo soggetto giudicabile in base al mero mwasautilitarismo, alla mwasenecessità e al "fato" come in mwasiCesare Beccaria, d'Holbach o mwasmLa Mettrie.
«Perchè gli uomini, nel più secreto dei loro animi, parte che più d'ogni altra conserva ancor la forma originale della vecchia natura, hanno sempre creduto non esser la vita propria in potestà di alcuno, fuori che della necessità, che col suo scettro di ferro regge l'universo.»
(Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, cap. XVI)
«La nostra vita è una linea che la natura ci ordina di tracciare sulla superficie della Terra, senza mai poter allontanarcene un istante. Nasciamo senza il nostro volere, la nostra organizzazione non dipende affatto da noi, le nostre idee ci vengono involontariamente, le nostre abitudini sono in potere di quelli che ce le fanno contrarre, siamo continuamente modificati dalle cause, sia visibili che nascoste, che regolano necessariamente il nostro modo di essere, di pensare e di agire. Stiamo bene o male, siamo felici o infelici, saggi o insensati, ragionevoli o irragionevoli, senza che la volontà entri in alcun modo in questi differenti stati.»
(Paul Henri Thiry d'Holbach, Sistema della naturacite-ref-19[19])
«Questo materialismo merita dei riguardi: deve essere la sorgente delle indulgenze, delle scuse, dei perdoni, delle grazie, degli elogi, della moderazione nei supplizi, che si devono ordinare con rimpianto... [...] Senza dubbio se il colpevole di fronte alla società non è libero nelle sue azioni, ne segue chiaramente che non è stato libero di non essere colpevole; [...] e merita solo compassione. Anche quando punisce, un principe filosofo è addolorato di dover giungere a questo triste atto estremo; egli sa che le punizioni legali sono ingiuste in senso assoluto, come sono necessarie in senso relativo. [...] Benché il crimine non sia nulla in sé (dato che ogni atto, ogni moto dell'uomo è indifferente da un punto di vista assoluto), l'interesse pubblico merita tuttavia di essere consultato e preferito in tutto...»
(Julien Offray de La Mettriecite-ref-20[20])
O ancora ci si domanda se l'mwataargomento pigro avesse almeno in teoria senso. Secondo alcuni (come Arnaldo Benini, Dan Wegner, Thalia Wheatley, Paul Bloom) l'illusione necessaria che esista un libero arbitrio è comunque una protezione biologica sufficiente, assieme all'mwatuistinto di sopravvivenza, verso l'inazione o il compiere atti antisociali, mentre i critici del mwatyriduzionismo si sono espressi contro tale concezione fatalista mwatcscientista.cite-ref-21[21]cite-ref-22[22]
Il filosofo mwauePeter Wessel Zapffe è uno degli esempi recente di una visione pessimistica basata sul fatalismo dell'esistenza umana, di impostazione mwauiesistenzialista e materialista, che lo porta all'mwaumantinatalismo e mwauqnichilismo filosofico.cite-ref-23[23]
Note
cite-note-11. ↑ citerefei-https-www-treccani-it-enciclopedia-fatalismo-enciclopedia-italianamwau8Umberto Fracassini, mwavamwaveFatalismo, in mwavimwavmEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
cite-note-22. ↑ mwavcmwavgmwavkfatalismo: significato e definizione, su mwavomwavsla Repubblica.
cite-note-31. Ruolo che in seguito passerà alle mwav8Erinni
cite-note-44. ↑ citereftreccani-aseita-dizionario-di-filosofiamwawmmwawqAseità, in mwawuDizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
cite-note-55. ↑ mwawkLucius Etruscus e mwawoDanilo Arona, mwawsmwawwLa parabola della morte inevitabile (1), su mwaw0ariannaeditrice.it, 23 settembre 2013. mwaw4URL consultato il 17 dicembre 2024.
cite-note-66. ↑ Cicerone, mwaxiDe fato, 12-13.
cite-note-77. ↑ Leibniz, mwaxyTeodicea, I, 55 sgg.
cite-note-88. ↑ Voltaire, mwaxoCandido o l'ottimismo, capitolo V
cite-note-99. ↑ mwax4Jürgen Habermas, mwax8Der Philosophische Diskurs der Moderne. Zwölf Vorlesungen, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag, 1985. Tr. it.: mwayaIl discorso filosofico della modernità. Dodici lezioni, Roma-Bari, Editori Laterza, 2ª ed. 2003, p. 159. ISBN 88-420-5239-6; ISBN 978-88-420-5239-5. "Egli distacca le sue azioni ed affermazioni da sé come persona empirica e le attribuisce ad un mwaymdestino di cui non si deve rispondere."
cite-note-1010. ↑ Per una breve sintesi: mwaycPaul Ricœur, mwaygIl male. Una sfida alla filosofia e alla teologia, ed. or. 1986, trad. it. Brescia, Morcellana, 1993, pp. 35-49. ISBN 88-372-1520-7; ISBN 978-88-372-1520-0.
cite-note-1111. ↑ Cf. mway4Mauro Ceruti, mway8Il vincolo e la possibilità, Prefazione di mwazaHeinz von Foerster, Milano, Feltrinelli, 1986. ISBN 88-07-09011-2; ISBN 978-88-07-09011-0. mwazmmwazqAnteprima limitata su mwazuGoogle Libri.
cite-note-1212. ↑ mwazkErnst Bloch, mwazoAteismo nel cristianesimo. Per la religione dell'Esodo e del Regno. "Chi vede me vede il Padre", Milano, Feltrinelli, 2005, p. mwazs288. ISBN 88-07-81850-7; ISBN 978-88-07-81850-9.
cite-note-1313. ↑ Ernst Bloch, mwaaemwaaiAvicenna e la sinistra aristotelica, Sesto San Giovanni, Mimesis, 2018. ISBN 88-57-55047-8; ISBN 978-88-57-55047-3.
cite-note-1414. ↑ Ernst Bloch, mwaagIl principio speranza, Milano, Garzanti, 2005, pp. 242-244. ISBN 88-11-74054-1; ISBN 978-88-11-74054-4.
cite-note-1515. ↑ Ernst Bloch, mwaa4Experimentum Mundi. La domanda centrale. Le categorie del portar-fuori. La prassi, Brescia, Queriniana, 1980, pp. 174-5, 284. ISBN 88-39-91831-0; ISBN 978-88-39-91831-4.
cite-note-pluchino-1616. ↑ Alessandro Pluchino, mwabymwabcmwabgTempo, cosmologia e libero arbitrio (mwabkmwaboPDF), su mwabspluchino.it, 2011. mwabwURL consultato il 17 dicembre 2024. mwab0mwab4mwab8Determinismo o Libero Arbitrio? (mwacamwacePDF), su mwacipluchino.it. mwacmURL consultato il 17 dicembre 2024.
cite-note-1717. ↑ mwaccmwacgOliver Burkeman, mwackmwacoLa libertà è un'illusione, in mwacsmwacwInternazionale, 19 maggio 2023. mwac0URL consultato il 17 dicembre 2024.
cite-note-treccani-1818. ↑ mwadmmwadqMario De Caro, mwadumwadyLibertà e determinismo, in mwadcEnciclopedia Italiana, VII Appendice, Treccani, 2007.
cite-note-1919. ↑ "Così, l'uomo è un essere fisico: comunque lo si consideri, è legato alla natura universale e sottomesso alle leggi necessarie e immutabili che impone a tutti gli esseri che contiene, secondo l’essenza particolare o le proprietà che dà loro senza consultarli. La nostra vita è una linea che la natura ci ordina di tracciare sulla superficie della Terra, senza mai poter allontanarcene un istante. Nasciamo senza il nostro volere, la nostra organizzazione non dipende affatto da noi, le nostre idee ci vengono involontariamente, le nostre abitudini sono in potere di quelli che ce le fanno contrarre, siamo continuamente modificati dalle cause, sia visibili che nascoste, che regolano necessariamente il nostro modo di essere, di pensare e di agire. Stiamo bene o male, siamo felici o infelici, saggi o insensati, ragionevoli o irragionevoli, senza che la volontà entri in alcun modo in questi differenti stati. Tuttavia, nonostante i continui ostacoli di fronte ai quali ci troviamo, si pretende che siamo liberi o che determiniamo le nostre azioni e il nostro destino indipendentemente dalle cause che agiscono su di noi." (mwadsSistema della natura)
cite-note-2020. ↑ mwaea mwaee«Questo materialismo merita dei riguardi: deve essere la sorgente delle indulgenze, delle scuse, dei perdoni, delle grazie, degli elogi, della moderazione nei supplizi, che si devono ordinare con rimpianto; delle ricompense dovute alla virtù, che non si accordano mai abbastanza di cuore; dal momento che la virtù è una specie di costruzione posticcia, un ornamento estraneo, sempre pronto a fuggire, o a cadere, in mancanza di un sostegno. Si può dire dei prìncipi quel che ho detto altrove dei medici; che i migliori sono quelli che possiedono al meglio la conoscenza assoluta del meccanismo al quale perfino la nostra volontà è assoggettata. Senza dubbio se il colpevole di fronte alla società non è libero nelle sue azioni, ne segue chiaramente che non è stato libero di non essere colpevole; [...] e merita solo compassione. Anche quando punisce, un principe filosofo è addolorato di dover giungere a questo triste atto estremo; egli sa che le punizioni legali sono ingiuste in senso assoluto, come sono necessarie in senso relativo; e che di conseguenza, le ragioni politiche, che servono da fondamento alla mwaeilegge del taglione, non provano che colui che viene impiccato, sia impiccato con giustizia o equità; infatti, quale equità, buon dio, vi è nel togliere la vita a un infelice, schiavo del sangue che galoppa nelle sue vene, come la lancetta di un orologio lo è dei movimenti che la fanno girare? E come ha pensato nel modo giusto mwaemquel famoso distruttore della libertà umana, quando ha osato dire che vi è più ragione che giustizia nel far morire i criminali!...Benché il crimine non sia nulla in sé (dato che ogni atto, ogni moto dell'uomo è indifferente da un punto di vista assoluto), l'interesse pubblico merita tuttavia di essere consultato e preferito in tutto, perché bisogna pur incatenare i pazzi, uccidere i cani arrabbiati, e schiacciare i serpenti.» mwaeq(mwaeuJulien Offray de La Mettrie, mwaeyAntiseneca, in "Opere filosofiche", pp. 124-126)
cite-note-2222. ↑ mwafq(mwafumwafyEN) Daniel M. Wegner e Thalia Wheatley, mwafcmwafgApparent mental causation. Sources of the experience of will (mwafkmwafoPDF), in mwafsAmerican Psychologist, vol.mwafw 54, n.mwaf0 7, mwaf4American Psychological Association, luglio 1999, pp.mwaf8 480-492, mwagaDOI:mwage10.1037//0003-066x.54.7.480, mwagiPMIDmwagm mwagq10424155.
cite-note-2323. ↑ mwagg(mwagkmwagoEN) Gisle R. Tangenes, mwagsmwagwThe View from Mount Zapffe, in mwag0Philosophy Now, vol.mwag4 45, n.mwag8 7, marzo-aprile 2004, pp.mwaha 33-34.
Voci correlate
• mwahqLe intuizioni di Gioacchino da Fiore (la sua storiosofia)
• mwahyJacques il fatalista e il suo padrone (di mwahcDenis Diderot)
• mwahkLinea di universo
• mwahsMeccanicismo
• mwah0Fato
• mwah8Destino
• mwaieSincronicità
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• Wikizionario
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• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «fatalismo»
Collegamenti esterni
• citerefsapere-itfatalismo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Fatalismo, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Fatalismo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citerefsep-fatalism(EN) Hugh Rice, Fatalism, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.
• mwaik(EN) Mark Bernstein, Chapter 3 - Fatalism (pp. 65-81), in Robert Kane (a cura di), The Oxford Handbook of Free Will, Oxford, Oxford University Press, 2005 [2002]. ISBN 01-951-7854-8; ISBN 978-01-951-7854-8
• mwai0(FR) Bibliographie sur le fatalisme, su perso.wanadoo.fr. URL consultato il 19 giugno 2022 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2011).